Codice Rosso: un passo avanti sulla carta, ma mancano persone, servizi e strutture per l’attuazione

Avvocato Ruggiero: “Questo testo è un importante punto di arrivo dal punto di vista normativo, che potrebbe avere effetti positivi in ambito penale e civile. Per renderlo effettivo, necessario sovvenzionare forze dell’ordine, associazioni e case-famiglia”

Codice Rosso, il decreto-legge il cui scopo è quello di tutelare le donne vittime di violenza domestica e di genere, è ormai ufficialmente una legge dello Stato Italiano. In questi giorni, se ne è parlato moltissimo, con diversi esponenti politi e associazioni che hanno mosso diverse critiche al testo, giudicandolo insufficiente.

Un parere tutto sommato positivo, anche se con diverse perplessità, è stato espresso dall’Avvocato Valentina Ruggiero, esperta in diritto di famiglia, da sempre in prima linea nella lotta per i diritti delle donne e per molti anni avvocato di Telefono Rosa, sedendo anche nel direttivo dell’associazione, e che nei prossimi mesi si troverà ad avere a che fare concretamente e frequentemente con questa legge nella sua attività professionale.

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Tra gli aspetti più importanti da valutare, secondo l’Avvocato, la possibilità di snellire e velocizzare le indagini, che consentirà alle donne sposate con uomini violenti di ottenere la separazione più celermente.

Sicuramente si tratta di una novità altamente positiva. – Ha detto l’Avvocato Ruggiero. – Io che ho sempre lottato contro la violenza sulle donne, non posso che considerarla un importante punto di arrivo. Ovviamente, come tutte le leggi, ha delle lacune, ma dobbiamo concentrarci sul contenuto e sugli aspetti positivi del tutto. L’aspetto che a me interessa maggiormente come avvocato civilista, e, quindi, esperto nella separazione e nei divorzi, è la velocizzazione delle indagini.

Se viene data la possibilità alla polizia giudiziaria – prosegue l’Avvocato – di comunicare al Pubblico Ministero le notizie di reato immediatamente, anche con una forma orale, e quindi le vittime vengono ascoltate dai PM entro 3 giorni, questo comporta che quando io presento una richiesta di separazione che abbia come causa di addebito la violenza, riesco ad avere già un quadro nel penale più chiaro e velocizzato. Fino ad oggi, invece, accadeva che nell’ambito civilistico si depositavano i ricorsi e le motivazioni, ma poi il giudice doveva aspettare l’accertamento penale per avere la definitività. Se questa disposizione sarà realmente applicata, diventeranno più celeri sia il penale, sia il civile, sebbene la legge non apporti nulla di specifico in quest’ultimo ambito”.

 

“Molto importante è anche il fatto che le donne vittime di violenza abbiano ora 12 mesi di tempo per sporgere denuncia, e non più 6, così come la celerità nei Pronto Soccorso, dove l’applicazione del bollino rosso farà comprendere al personale l’urgenza del caso. Altre novità che ritengo di grande rilevanza sono l’obbligo di dimora per il soggetto violento e il fatto che, in caso di volenza sessuale perpetrata davanti ai minori, questi vengano considerati soggetti che hanno subito violenza. Ciò che, però, mi lascia perplessa, è capire chi seguirà tutto questo, poiché non so se ci saranno personale sufficiente e situazioni contingenti. In queste situazioni, la celerità dell’accertamento e la sorveglianza sono molto complicate, perché ci sono poche forze dell’ordine. Sulla carta, dunque, questa legge è un grande passo avanti, ma il problema è che collateralmente, andrebbe stanziata una serie di fondi per sostenere le forze dell’ordine, le associazioni, che svolgono un ruolo importantissimo, e le case-famiglia, che rappresentano un luogo sicuro – spesso l’unico – per chi fugge dalla violenza. Attualmente, non ci sono gli uomini, le strutture e i servizi sufficienti ad attuare questa legge. Come sappiamo, è notizia recente lo sfratto a Roma della Casa delle Donne” conclude l’Avvocato Valentina Ruggiero.

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